Cyberattacchi, le minacce che incombono sul 2022

Il nuovo anno è ormai alle porte e, insieme ai buoni propositi, arrivano puntuali anche le minacce dei cybercriminali, che si fanno sempre più sofisticate. In particolare, i prossimi 12 mesi registreranno un numero maggiore di attacchi Asp, ovvero le minacce persistenti avanzate. A dirlo sono gli esperti di Kaspersky, che hanno presentato le loro previsioni riguardo i pericoli legati al web in cui potremmo incorrere nel 2022. Tra le previsioni tracciate dai ricercatori gioca un ruolo importante il crescente ruolo della politicizzazione nel cyberspazio, il ritorno degli attacchi di basso livello, la presenza di nuovi attori APT e la crescita degli attacchi alla supply chain. “Il potenziale dei software di sorveglianza commerciale come l’accesso a grandi quantità di dati personali e obiettivi più ampi, lo rende un business redditizio per coloro che lo forniscono e uno strumento efficace nelle mani dei threat actor. Pertanto, gli esperti di Kaspersky ritengono che i fornitori di questi software si espanderanno nel cyberspazio e forniranno i loro servizi a nuovi threat actor di minacce avanzate, fino a quando i governi non inizieranno a regolamentarne l’uso” recita la nota diffusa dagli esperti.

Gli attacchi alla supply chain si intensificheranno

I ricercatori hanno monitorato attentamente la frequenza dei casi in cui i criminali informatici hanno sfruttato i punti deboli nella sicurezza del vendor per compromettere i suoi clienti. Questi attacchi sono particolarmente redditizi e vantaggiosi per gli attaccanti, poiché danno accesso a un numero elevato di obiettivi potenziali. Per questo motivo, si prevede che gli attacchi alla supply chain saranno un trend in crescita anche nel 2022.

Smartphone sotto attacco

Sono sempre con noi e, soprattutto, sono degli autentici “contenitori” di dati sensibili e importanti: ecco perchè gli smartphone sono una preda ghiotta per gli hacker. Nel 2021 sono stati osservati più attacchi zero-day in-the-wild su iOS rispetto al passato. A differenza di un PC o Mac, dove l’utente ha la possibilità di installare un pacchetto di sicurezza, su iOS questi prodotti sono limitati o non esistono. Questo crea delle enormi opportunità per le Apt.

Il remote working un vettore per gli attacchi

I criminali informatici continueranno a utilizzare i computer di casa, non protetti o senza patch, dei dipendenti che lavorano da remoto per penetrare nelle reti aziendali. Insieme a questi, continueranno a essere impiegate anche le tecniche di ingegneria sociale per il furto delle credenziali e gli attacchi brute-force ai servizi aziendali per ottenere l’accesso a server con una protezione debole. 

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App di incontri: il 38% degli italiani ha paura delle truffe

Si cerca l’amore e si trova una truffa, con tanto di tentativo di sottrazione di denaro o di identità digitale. Le app di incontri agli occhi dei nostri connazionali sono un universo oscuro e pericoloso, come emerge dal sondaggio globale commissionato sul tema da Kapersky, nota azienda specializzata in cyber security.

Secondo i risultati emersi dal sondaggio,38% degli intervistati italiani ha paura ad usarle proprio perché teme di poter essere raggirato da truffatori, mentre il 37% non si fida delle persone incontrate tramite queste applicazioni. Guardando agli italiani presi di mira dai criminali informatici attraverso le app di dating, solo il 9% ha risposto positivamente mentre il 32% ha dichiarato di essere entrato in contatto con dei malintenzionati ma di essere poi riuscito ad evitare la truffa. 

Truffe online, se le conosci le eviti

Tra i diversi tipi di truffe che si possono trovare nelle app di incontri, gli utenti italiani hanno riscontrato più spesso il catfishing (54%) seguito da link o allegati dannosi (20%) e furto d’identità (18%). Inoltre, dall’indagine è emerso come prestare attenzione e conoscere le tattiche dei truffatori aiuti gli utenti a non cadere nel tranello di malintenzionati. Ad esempio, non lasciarsi convincere a versare del denaro ha evitato al 54% degli italiani di essere truffato mentre prestare attenzione e rendersi conto che il profilo fosse falso ha evitato brutte sorprese al 47% degli intervistati. Il 43%, invece, non ha dato seguito ai messaggi sospetti mentre il 9% ha dubitato di fronte al rifiuto di fare una videochiamata. Un ulteriore problema per le app di incontri è l’assenza di privacy. Il 23% degli intervistati italiani, infatti, teme che i propri dati personali vengano diffusi online mentre il 14% degli utenti ha rimosso il proprio profilo dall’app di dating per mantenere private le proprie informazioni personali.

Le regole per difendersi

Per evitare truffe durante gli incontri online, Kaspersky consiglia di controllare sempre le impostazioni sulla privacy dei propri account social media e app di incontri, per assicurarsi che i dati sensibili, come l’indirizzo di casa o il luogo di lavoro, non siano resi pubblici.
Un’altra buona dritta da seguire è quella di utilizzare una soluzione di sicurezza efficace che offra una protezione avanzata su diversi dispositivi, gestendo nel modo più veloce e sicuro le autorizzazioni e proteggendo dal phishing e da altre minacce.
Infine, è sempre meglio non condividere il proprio numero di telefono o il contatto di un’app di messaggistica. È più sicuro utilizzare le piattaforme di messaggistica integrate nelle app di incontri, almeno finché non si è sicuri di potersi fidare della persona con cui si sta chattando.

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I Millennials sono pronti ad andare in vacanza

L’estate 20121 è alle porte, e in questa seconda stagione turistica estiva in compagnia del Covid-19 i Millennials sono pronti a partire e andare in vacanza. Lo afferma WeRoad, la community di giovani viaggiatori, che all’interno dell’Osservatorio sul mondo del travel ha condotto una ricerca sulle vacanze dei Millennials, a cui hanno partecipato 1.721 utenti di età compresa tra i 21 e i 40 anni. Alla domanda “cosa farai quest’estate?” l’86% ha affermato che quest’anno viaggerà, mentre il 17% di loro nel 2020 aveva preferito rimanere a casa. La grande maggioranza quindi non vede l’ora di viaggiare, ma dove andrà? IN questo caso, le risposte si dividono tra chi rimarrà in Italia (44%), chi visiterà un Paese europeo (43%), e chi è convinto che farà un viaggio intercontinentale (13%).

Vacanza zaino in spalla o città d’arte?

Sebbene il 47% affermi che prenoterà all’ultimo momento, il 46% ha già prenotato entro maggio: a sorpresa si inverte il trend del last minute, che sembrava un’eredità della pandemia destinata a rimanere. E quale sarà il mood estivo del 2021? Il 44% non vede l’ora di partire per una vacanza tutta mare e spiaggia, il 25% non rinuncerà allo zaino per un’avventura on the road, e per il 25% “l’importante è essere immersi nella natura”, mentre il 6% visiterà una città d’arte. Quanto al tempo di permanenza, il 69% conferma di voler stare lontano da casa tra i 7 e i 10 giorni, il 24% vorrebbe partire per almeno due settimane, mentre cresce il fronte (7%) di chi organizzerà uno o più week-end per ferie distribuite lungo tutta la stagione.

Prenotare sì, ma prima la certezza di regole certe 

Ma il 14% non viaggerà, perché se il 34% l’ha fatto nel 2020 e crede sia rischioso, il 22% non ha ferie, e il 44% non ha abbastanza soldi. Alla domanda “cosa ti spingerebbe a prenotare”, il 57% vorrebbe contare su flessibilità per modifiche e cancellazioni, il 42% partirebbe se coperto da un’assicurazione, il 33% pensa che sarebbe utile applicare uno sconto sul prezzo, magari per fare un tampone ed essere più sicuri prima di partire, e il 37% aspetta date e regole certe che valgono però per tutto il periodo delle vacanze.

Sarà un’estate mediterranea: sole, mare, e boom di viaggi in barca

“La voglia di viaggiare non è mai sparita, anzi le restrizioni l’hanno accesa ancora di più. La differenza è che ora finalmente le persone stanno prenotando – commenta Erika De Santi, co-founder e Managing Director di WeRoad -. I numeri confermano che sarà un’estate prettamente mediterranea: sole, mare e via alla scoperta dei paradisi dietro l’angolo. Rispetto ai prodotti prevediamo il boom per i viaggi in barca. La ricerca conferma poi che si sta creando una particolare nicchia di mercato: coloro che vogliono fare un’esperienza on the road, ma non vogliono rinunciare alle comodità di hotel o di un transfer a 5 stelle per rigenerarsi”.   
Per quanto riguarda il mezzo di trasporto considerato più sicuro, riporta Ansa, al primo posto c’è l’aereo (47%), poi il treno (32%) e l’auto (21%). Tra le accomodation invece il preferito è l’hotel (66%), seguito dall’appartamento (17%), e per il restante 17% un B&B.

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