Consigli per arredare un  salone da parrucchiere

Quando si parla di “salone da parrucchiere”, ma anche “centro estetico” o “centro per la manicure” immaginiamo luoghi piacevoli, belli e confortevoli in cui trascorrere del tempo.

Riuscite a immaginare la delusione dei clienti quando arrivano in un’attività e la trovano sporca, con odori poco gradevoli, disordine e capelli ovunque? Senza dubbio, saranno clienti che non torneranno.

L’importanza degli arredi

Da sempre, la decorazione è un fattore importante per determinare l’esclusività di un’attività, sia che si tratti di hotel, ristoranti, uffici e, naturalmente, centri estetici.

Ad oggi ciò non è cambiato, un scelta di arredi buona o cattiva la dice lunga sulla tua attività. Ora, se in questo momento potessi misurare la qualità dei mobili della tua attività da 1 a 10, che voto le daresti?

Di solito le persone hanno il budget come principale ostacolo, ma possiamo dirti che ci sono idee molto geniali che non richiedono poi così tanti investimenti.

In ogni caso tieni presente che questo tipo di spesa si recupera nel breve termine, perché se i tuoi clienti sono contenti della tua attività, favorirai la fidelizzazione e l’acquisizione di nuovi utenti.

Come scegliere gli arredi?

La prima domanda che devi porti è: come arredare un salone da parrucchiere?  Questo dipende da te e dai tuoi clienti.

Da te, perché il parrucchiere deve trasmettere la sua essenza ed il suo stile, e dai tuoi clienti, perché la decorazione e l’arredamento dipendono dai servizi che offri, dai prezzi, dall’età dei tuoi clienti, dall’ubicazione dei locali, etc.

In questo modo, l’arredamento di un parrucchiere per giovanissimi non sarà lo stesso di quello di un parrucchiere per donne tra i 30 e i 45 anni, così come non sarà lo stesso di quello di una giovane imprenditrice nella location più “in” della città, perché sicuramente lì i servizi saranno più cari e gli investimenti in arredi saranno maggiori.

Mobili e forniture per parrucchieri

Le nuove tendenze riguardo i mobili per parrucchieri fanno registrare delle novità rispetto gli standard tradizionali cui siamo abituati per qualcosa di più audace. Sembra infatti che il tradizionale abbia già annoiato i clienti.

Ecco di seguito un insieme di idee molto complete per la tua attività. Speriamo tu possa trovarle molto utili.

  • Sedie da parrucchiere: le sedie da parrucchiere dovrebbero adattarsi allo stile dell’intero locale: cioè se l’intera stanza ha i colori blu e metti alcune sedie rosse, vedrai che la combinazione è schiacciante (a meno che questo non sia intenzionalmente il tuo stile). In generale, cerca di trovare una corrispondenza tra le sedie e il colore degli altri mobili e pareti.
  • Lavabo da parrucchiere: a volte non prestiamo molta attenzione ai lavateste, tuttavia questi sono molto importanti. Non c’è niente di peggio di un lavaggio della testa scomodo, del tipo che crea fastidio al collo. Investi invece in lavatesta buoni e comodi quando dovrai considerare i servizi di forniture per parrucchieri.
  • Spazio per l’accoglienza: il ricevimento è il biglietto da visita del tuo salone da parrucchiere e, come tutto il resto, la prima impressione è fondamentale per conquistare qualcuno, soprattutto se si tratta di clienti.

Come regola generale, ricorda che anche se il tuo salone è piccolo, esistono idee favolose che non richiedono particolari spazi ma che conferiscono tanto stile all’ambiente.

Altre idee interessanti

Se la stanza è piccola, invece di cassetti o mobili per riporre forniture e strumenti, usa gli scaffali. E poiché anche i piccoli dettagli contano, ci sono alcuni oggetti che non puoi non considerare.

Ad esempio gli strumenti tecnologici e le riviste per rendere più piacevoli i tempi di attesa, e la decorazione in generale come ad esempio vasi, quadri, lampade e altro.

Raccomandazioni finali

Scegli mobili facili da pulire, resistenti, funzionali e confortevoli. Lascia che facciano trasparire il tuo stile.

Inoltre prima di acquistare qualsiasi mobile, tieni sempre a mente i tuoi clienti, le loro caratteristiche e, naturalmente, la tua essenza. Questo ti porterà ad acquistare elementi non solo estetici ma anche molto pratici e funzionali.

Ricorda, un arredamento adeguato è un ottimo modo per attirare i clienti e fidelizzare quelli esistenti!

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Cosa fare se l’acqua sa di cloro?

Se pensi che la tua acqua odori e sappia di cloro, potrebbe non essere una tua semplice impressione ma potresti avere ragione.

Il cloro è infatti un disinfettante usato per trattare l’acqua che viene gestita dalle società pubbliche e proteggerla dai batteri mentre arriva a casa tua.

Tali enti sono tenuti a rimuovere tutti gli inquinanti nocivi e a mantenere sempre alta la sua qualità e salubrità, ma nonostante questo nessuno vuole bere acqua che viene trattata con troppo cloro e che ricorda da vicino quella della piscina per il troppo odore.

Sebbene il cloro sia molto importante per proteggere l’acqua dalla contaminazione, il suo odore e sapore può essere poco gradevole per molte persone e può inoltre causare alcuni problemi all’interno di casa.

Quali sono gli effetti negativi del cloro sul nostro corpo?

•          Rimuove gli oli naturali di cui il corpo ha bisogno, facendo irritare la pelle e i capelli.

•          Il cloro accelera il processo di invecchiamento, simile a un’eccessiva esposizione al sole.

•          Il cattivo gusto rovina l’acqua potabile e gli alimenti che richiedono la bollitura.

•          Il forte odore rende fastidiosa la respirazione durante docce e bagni.

Come posso correggere il sapore del cloro nella mia acqua?

Fortunatamente, il cloro è abbastanza facile da rimuovere. Se questo è l’unico problema che riscontri con l’acqua del rubinetto, sarà sufficiente far installare un apposito depuratore d’acqua il cui filtro renderà immediatamente più dolce la tua acqua, eliminando l’odore ed il sapore del cloro. Il carbonio presente nel filtro assorbirà infatti le sostanze chimiche per alleviare questo problema.

Circa il 90% delle persone ha proprio questo tipo di problema in casa, ovvero quello dell’acqua troppo “dura” e ricca di cloro, un minerale che le società che gestiscono l’acqua pubblica adoperano largamente. Minerali come il cloro ed il calcio non comportano particolari rischi per la salute, quindi tali società sono comunque tenute a farne utilizzo.

In breve, se il tuo problema è proprio quello delle eccessiva durezza dell’acqua legata alla presenza di cloro, un depuratore fa per te!

Come funziona un depuratore d’acqua?

I filtri che fanno parte del miglior depuratore acqua hanno un foro di passaggio e sono realizzati in carbone attivo. Essi sfruttano la microfiltrazione, grazie alla quale è possibile rimuovere le sostanze nocive fino a 0,1 micron, ed il carbone attivo, che è specifico per eliminare il cloro ma anche eventuale cattivi odori o sapori nell’acqua migliorandone il gusto e facendo in modo che questa diventi anche più leggera da digerire.

Già semplicemente grazie al filtro in carbone attivo è possibile eliminare il cattivo gusto dall’acqua ed il sapore tipico del cloro, così come il suo tipico odore che può sembrare fastidioso a tante persone.

Ci sono altri vantaggi nell’utilizzare un depuratore?

Sicuramente ci sono una serie di ulteriori vantaggi nel decidere di adoperare un depuratore d’acqua in casa. Consideriamo intanto che non sarà più necessario dover trasportare le pesanti bottiglie dal supermercato fino a casa: già questo è un vantaggio non indifferente soprattutto per quelle persone che sono più in là con l’età e desiderano trovare una soluzione più comoda.

Vi è inoltre un risvolto assolutamente positivo anche per quel che riguarda l’ambiente: non comprare più le bottiglie dal supermercato, ma prendere l’acqua da bere direttamente dal rubinetto, significa non produrre più nuova plastica da liberare nell’ambiente con notevoli benefici per il mare e tutto il pianeta in genere.

Da considerare infine, un notevole risparmio economico: il prezzo al litro dell’acqua del rubinetto costa circa 50 volte meno rispetto quella della bottiglia.

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Meglio un compressore lubrificato o no?

Quando hai stabilito le dimensioni e il tipo di compressore che fa al caso tuo, rimane un’ultima decisione da prendere: meglio un compressore lubrificato o no? Per non complicare eccessivamente le cose, diciamo che la scelta dovrebbe essere basata sul modo in cui verrà utilizzato il dispositivo.

Il primo passo nella scelta di un compressore è dunque valutare le esigenze della tua installazione.

Ci sono casi in cui le conseguenze della contaminazione da olio sono incompatibili con il tipo di attività e quindi è essenziale avere un compressore d’aria oil-free. Tuttavia, la maggior parte delle piccole officine industriali e manifatturiere utilizzano compressori a iniezione di olio, dunque lubrificati, poiché le conseguenze della contaminazione da olio non sono così gravi come potrebbero essere in un impianto di produzione alimentare, ad esempio. L’olio per compressori d’aria ricordiamo infatti serve per lubrificare ma anche per raffreddare l’aria compressa.

Se non c’è un bisogno specifico di adottare un compressore oil free, l’opzione maggiormente raccomandata è un’unità lubrificata a olio, come un compressore rotativo a vite a iniezione d’olio, considerando che i compressori oil-free hanno inoltre un costo molto più elevato.

Anche se l’olio dovesse in minima parte rimanere nell’aria compressa inoltre, esso può essere rimosso a fondo utilizzando prodotti per aria di qualità . I filtri coalescenti possono pulire le particelle di aria compressa a 0,01 micron, le quali possono anche essere pulite con l’aggiunta di un filtro a carbone attivo per avvicinarsi alla purezza dell’aria Classe 1.

Quali sono le diverse classi di purezza dell’aria?

I compressori d’aria oil free sono utilizzati anche per produrre una gamma di prodotti sensibili, dai semiconduttori alla carta. Anche la più piccola traccia di olio in tali applicazioni potrebbe avere effetti negativi sui prodotti e persino sulle persone. La classe 0 e la frase “tecnicamente oil free” sono spesso utilizzate per indicare che un compressore soddisfa determinati standard in tal senso.

Sebbene questi termini siano simili, presentano differenze fondamentali che, se non prese in considerazione, possono avere conseguenze impreviste.

Il significato di “oil free”

Per capire meglio tutto questo, diamo un’occhiata al significato di “oil free”. Il termine “oil free” è utilizzato come riferimento a compressori che non richiedono alcun tipo di lubrificazione nella camera di compressione. Mentre esso descrive un tipo di compressore, “Classe 0” e “tecnicamente senza olio” esprimono quanto sia pulita l’aria dopo la fase di compressione. Ci sono importanti differenze tra i due, che spiegheremo a breve.

È importante sapere che esistono degli standard mondiali per scopi di utilizzo privati, industriali e commerciali. L’aria compressa ha una propria serie di standard ISO. In base alla purezza massima dell’aria (determinata dal numero di particelle per metro cubo in funzione della dimensione delle stesse), i compressori possono essere classificati come Classe ISO 0-5. La versione originale degli standard di purezza dell’aria compressa ISO (1991) è stata “realizzata da e per” produttori di filtri. Lo standard ha definito cinque classi di concentrazione dell’olio, la migliore delle quali è la Classe 1.

ISO Classe 1 – Aria tecnicamente oil free

La classe 1 specifica una concentrazione di olio di 0,01 mg/m3 a 1 bar (a), 14,5 psia e 20 ° C (68° F), e riuscire a soddisfare questi criteri è talvolta detto “tecnicamente una soluzione senza olio”. Tuttavia, questi standard sono stati modificati nel 2001 e aggiornati nel 2010. L’attuale standard stabilisce limiti sul contenuto totale di olio (liquido e vapore) ed è stato introdotto uno standard specifico sulla misurazione del vapore d’olio.

Classe ISO 0: aria oil-free

Per soddisfare requisiti di qualità più rigidi, è stata aggiunta una nuova classe (Classe 0). La classe ISO 0 è l’opzione più pulita, che può garantire il 100% di aria oil free. Questi compressori generalmente hanno un prezzo di partenza più alto, ma sono molto più sicuri anche nelle applicazioni “sensibili”.

Ad ogni modo, quando si sceglie un compressore d’aria oil-free o lubrificato, è sempre consigliabile chiedere il parere di un professionista dell’aria compressa e scegliere ricambi Atlas Copco per avere garanzia di qualità..

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Riflessioni per l’acquisto di un nuovo condizionatore

Per scegliere bene il tuo nuovo condizionatore d’aria bisogna innanzitutto dire che questi prevedono una unità esterna e una o più unità che vanno installate all’interno. Dunque la prima cosa a cui devi pensare è quante stanze hai bisogno di rinfrescare e chiaramente la quadratura di ogni ambiente.

Se hai bisogno di rinfrescare un’unica stanza, di dimensione massima di 35 metri quadrati, va bene anche un condizionatore che sia tra gli 8000 e i 12000 BTU. Negli ambienti più grandi è bene scegliere un condizionatore di potenza che oscilli tra i 15000 i 18000 BTU.

Nel caso in cui tu abbia necessità di rinfrescare più di una stanza, in questo caso potresti pensare ad esempio ai condizionatori dual split. Questi prevedono una unità esterna e una, due, tre o addirittura quattro unità interne in base a quante stanze desideri rinfrescare.

In questo caso devi fare particolare attenzione alla potenza della tua unità esterna dato che questa dovrà alimentare tutti gli apparecchi interni che vengono fissati a parete.

Come consumare meno energia?

Sicuramente, una delle caratteristiche cui devi fare attenzione è la classe energetica del condizionatore d’aria che stai andando da acquistare.

Al momento la classe energetica A+++ è quella che garantisce migliore rendimento energetico e minori consumi. Una macchina di questo tipo ti consentirà sicuramente di risparmiare in bolletta.

Caratteristiche dei condizionatori più moderni

I condizionatori più moderni sono dotati di interessanti caratteristiche che li rendono particolarmente appetibili. Tra queste, assoluta priorità per chi desidera vivere in una casa smart, è quella di optare per un climatizzatore con WiFi (esistono diversi modelli di condizionatori Mitsubishi in proposito), i quali possono essere totalmente controllati tramite smartphone.

Ciò significa ad esempio che potrai accendere il tuo condizionatore quando stai per rientrare in casa e trovare già una temperatura ottimale nel momento in cui apri la porta.

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