Meglio un compressore lubrificato o no?

Quando hai stabilito le dimensioni e il tipo di compressore che fa al caso tuo, rimane un’ultima decisione da prendere: meglio un compressore lubrificato o no? Per non complicare eccessivamente le cose, diciamo che la scelta dovrebbe essere basata sul modo in cui verrà utilizzato il dispositivo.

Il primo passo nella scelta di un compressore è dunque valutare le esigenze della tua installazione.

Ci sono casi in cui le conseguenze della contaminazione da olio sono incompatibili con il tipo di attività e quindi è essenziale avere un compressore d’aria oil-free. Tuttavia, la maggior parte delle piccole officine industriali e manifatturiere utilizzano compressori a iniezione di olio, dunque lubrificati, poiché le conseguenze della contaminazione da olio non sono così gravi come potrebbero essere in un impianto di produzione alimentare, ad esempio. L’olio per compressori d’aria ricordiamo infatti serve per lubrificare ma anche per raffreddare l’aria compressa.

Se non c’è un bisogno specifico di adottare un compressore oil free, l’opzione maggiormente raccomandata è un’unità lubrificata a olio, come un compressore rotativo a vite a iniezione d’olio, considerando che i compressori oil-free hanno inoltre un costo molto più elevato.

Anche se l’olio dovesse in minima parte rimanere nell’aria compressa inoltre, esso può essere rimosso a fondo utilizzando prodotti per aria di qualità . I filtri coalescenti possono pulire le particelle di aria compressa a 0,01 micron, le quali possono anche essere pulite con l’aggiunta di un filtro a carbone attivo per avvicinarsi alla purezza dell’aria Classe 1.

Quali sono le diverse classi di purezza dell’aria?

I compressori d’aria oil free sono utilizzati anche per produrre una gamma di prodotti sensibili, dai semiconduttori alla carta. Anche la più piccola traccia di olio in tali applicazioni potrebbe avere effetti negativi sui prodotti e persino sulle persone. La classe 0 e la frase “tecnicamente oil free” sono spesso utilizzate per indicare che un compressore soddisfa determinati standard in tal senso.

Sebbene questi termini siano simili, presentano differenze fondamentali che, se non prese in considerazione, possono avere conseguenze impreviste.

Il significato di “oil free”

Per capire meglio tutto questo, diamo un’occhiata al significato di “oil free”. Il termine “oil free” è utilizzato come riferimento a compressori che non richiedono alcun tipo di lubrificazione nella camera di compressione. Mentre esso descrive un tipo di compressore, “Classe 0” e “tecnicamente senza olio” esprimono quanto sia pulita l’aria dopo la fase di compressione. Ci sono importanti differenze tra i due, che spiegheremo a breve.

È importante sapere che esistono degli standard mondiali per scopi di utilizzo privati, industriali e commerciali. L’aria compressa ha una propria serie di standard ISO. In base alla purezza massima dell’aria (determinata dal numero di particelle per metro cubo in funzione della dimensione delle stesse), i compressori possono essere classificati come Classe ISO 0-5. La versione originale degli standard di purezza dell’aria compressa ISO (1991) è stata “realizzata da e per” produttori di filtri. Lo standard ha definito cinque classi di concentrazione dell’olio, la migliore delle quali è la Classe 1.

ISO Classe 1 – Aria tecnicamente oil free

La classe 1 specifica una concentrazione di olio di 0,01 mg/m3 a 1 bar (a), 14,5 psia e 20 ° C (68° F), e riuscire a soddisfare questi criteri è talvolta detto “tecnicamente una soluzione senza olio”. Tuttavia, questi standard sono stati modificati nel 2001 e aggiornati nel 2010. L’attuale standard stabilisce limiti sul contenuto totale di olio (liquido e vapore) ed è stato introdotto uno standard specifico sulla misurazione del vapore d’olio.

Classe ISO 0: aria oil-free

Per soddisfare requisiti di qualità più rigidi, è stata aggiunta una nuova classe (Classe 0). La classe ISO 0 è l’opzione più pulita, che può garantire il 100% di aria oil free. Questi compressori generalmente hanno un prezzo di partenza più alto, ma sono molto più sicuri anche nelle applicazioni “sensibili”.

Ad ogni modo, quando si sceglie un compressore d’aria oil-free o lubrificato, è sempre consigliabile chiedere il parere di un professionista dell’aria compressa e scegliere ricambi Atlas Copco per avere garanzia di qualità..

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Visita senologica: informazioni utili

La visita senologica è uno di quegli esami che le donne fanno bene a prevedere nel corso dell’anno, per accertarsi che tutto sia apposto e non vi sia alcun tipo di anomalia al seno.

In genere il senologo effettua prima una anamnesi raccogliendo tutte le informazioni che possono essere utili ai fini della diagnosi. Successivamente, effettua l’ispezione dei seni vera e propria, così da verificare la presenza di eventuali noduli o altre anomalie.

L’esame non riguarda solo ed esclusivamente i seni ma anche la zona delle ascelle (dato che qui si presentano frequentemente dei linfonodi), la zona dei solchi sottomammari e la zona sotto la clavicola.

Si tratta di una visita che in genere dura pochi minuti e che è in grado di rilevare ogni tipo di alterazione che riguarda la ghiandola mammaria, e individuare rapidamente le soluzioni necessarie.

Questo esame può essere effettuato anche da quelle donne che non avvertono alcun tipo di disturbo, ma che desiderano ugualmente farsi controllare per prevenzione e accertare che non vi sia alcun tipo di campanello d’allarme.

Cosa succede quando il senologo sospetta possa esserci una patologia?

Nel caso in cui il senologo che effettua la visita dovesse riscontrare delle anomalie o comunque elementi che lo portano a pensare possa esserci qualcosa da rivedere, è possibile che egli vada ad associare valutazioni mediche di altro tipo come ad esempio una mammografia o una ecografia mammaria, che consentono di capire con esattezza quale sia la situazione e se vi sia effettivamente qualcosa che merita maggiore attenzione.

Così sarà possibile individuare in maniera precisa e scientifica un eventuale problema e adottare le soluzioni necessarie per curarlo e risolvere.

Cos’è e come si svolge la visita senologica?

La visita senologica altro non è che è un esame del seno che viene effettuato senza che vi sia da parte dello specialista l’utilizzo di particolare strumentazione. Si tratta di un tipo di esame che è assolutamente indolore, il cui scopo è quello di verificare o escludere che possano esserci patologie che meritano un approfondimento.

Non appena completata la fase di indagine anamnestica, inizia la visita vera e propria. A questo punto il senologo comincia con l’osservazione e la palpazione delle mammelle e delle zone precedentemente descritte, in diverse posizioni.

Verrà da prima chiesto alla paziente di rimanere seduta, poi di mettersi in posizione supina. In questo caso sarà possibile rilevare la presenza di eventuali noduli o altre problematiche correlate.

Al termine della visita il senologo effettuerà la sua diagnosi andando a prescrivere una eventuale terapia se lo ritiene necessario. Alla stessa maniera può richiedere degli esami di approfondimento, stavolta di tipo strumentale.

Quando bisogna effettuare la visita senologica?

Se non viene riscontrato nulla di particolare, la paziente non deve far nulla se non ripetere periodicamente questo tipo di visita, almeno una volta l’anno a partire dai 25/30 anni.

I migliori specialisti si trovano a Milano, presso l’Istituto Europeo di Oncologia, e tra questi citiamo il dott. Toesca, uno dei più esperti senologi di Milano.

Nel caso invece in cui venga percepito dalla persona un disturbo di qualsiasi tipo al seno, è preferibile rivolgersi al proprio medico di fiducia senza perdere tempo. Una accurata visita senologica sarà in grado di offrire parecchie informazioni sulla presenza di eventuali noduli, i quali possono avere natura diversa che viene poi evidenziata da altro tipo di esami, stavolta strumentali.

In base al tipo di risultato che gli esami andranno ad evidenziare, lo specialista potrà decidere se far sottoporre la paziente a nuove indagini strumentali o meno.

Dunque l’importanza di effettuare periodicamente una visita senologica è facilmente intuibile, anche nel caso in cui non si abbia alcun tipo di disturbo e anche se non vi sono casi in famiglia di persone con problematiche di questo tipo.

La prevenzione è sempre la scelta migliore, quella che garantisce le più alte probabilità di superare ogni patologia.

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Riflessioni per l’acquisto di un nuovo condizionatore

Per scegliere bene il tuo nuovo condizionatore d’aria bisogna innanzitutto dire che questi prevedono una unità esterna e una o più unità che vanno installate all’interno. Dunque la prima cosa a cui devi pensare è quante stanze hai bisogno di rinfrescare e chiaramente la quadratura di ogni ambiente.

Se hai bisogno di rinfrescare un’unica stanza, di dimensione massima di 35 metri quadrati, va bene anche un condizionatore che sia tra gli 8000 e i 12000 BTU. Negli ambienti più grandi è bene scegliere un condizionatore di potenza che oscilli tra i 15000 i 18000 BTU.

Nel caso in cui tu abbia necessità di rinfrescare più di una stanza, in questo caso potresti pensare ad esempio ai condizionatori dual split. Questi prevedono una unità esterna e una, due, tre o addirittura quattro unità interne in base a quante stanze desideri rinfrescare.

In questo caso devi fare particolare attenzione alla potenza della tua unità esterna dato che questa dovrà alimentare tutti gli apparecchi interni che vengono fissati a parete.

Come consumare meno energia?

Sicuramente, una delle caratteristiche cui devi fare attenzione è la classe energetica del condizionatore d’aria che stai andando da acquistare.

Al momento la classe energetica A+++ è quella che garantisce migliore rendimento energetico e minori consumi. Una macchina di questo tipo ti consentirà sicuramente di risparmiare in bolletta.

Caratteristiche dei condizionatori più moderni

I condizionatori più moderni sono dotati di interessanti caratteristiche che li rendono particolarmente appetibili. Tra queste, assoluta priorità per chi desidera vivere in una casa smart, è quella di optare per un climatizzatore con WiFi (esistono diversi modelli di condizionatori Mitsubishi in proposito), i quali possono essere totalmente controllati tramite smartphone.

Ciò significa ad esempio che potrai accendere il tuo condizionatore quando stai per rientrare in casa e trovare già una temperatura ottimale nel momento in cui apri la porta.

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Quale cassetta postale scegliere?

Una delle ultime cose cui pensiamo quando cambiamo abitazione è quella relativa alla cassetta postale. Probabilmente dedichiamo attenzione a questo aspetto dopo aver sistemato cose più urgenti quali ad esempio l’allaccio alle utenze o il trasloco degli arredi, sebbene la scelta della cassetta abbia la sua rilevanza anche dal punto di vista pratico ed estetico.

Scegliere quella più adatta alle proprie necessità può non essere semplice, e per questo motivo di seguito offriamo alcuni consigli che potranno dare una mano nell’acquistare la cassetta giusta. Vediamo allora insieme alcuni suggerimenti che possono aiutare a scegliere la cassetta postale perfetta in base alle condizioni del luogo e alla tipologia di edificio in cui ci spostiamo.

Un elemento che fa parte di casa

Nell’epoca della comunicazione multimediale e immediata infatti, è inevitabile continuare a ricevere corrispondenza cartacea. Questa chiaramente riguarda sempre meno aspetti divertenti o emozionali della vita e si limita a comunicazioni ufficiali, notifiche, bollette e depliant pubblicitari, nella maggior parte dei casi.

Proprio per questo motivo la cassetta delle poste è considerata come un elemento accessorio che fa parte di casa e dunque un componente sul quale si ripongono determinate attenzioni per quel che riguarda l’impressione che questa è in grado di offrire a chi la osserva. Sul mercato è infatti possibile trovare tantissimi tipi di cassette postali nei formati, stili e colori tradizionali ma anche nei più fantasiosi.

Dunque la cassetta postale riveste ancora oggi un aspetto importante considerando che questa, in base alle dimensioni prescelte, può anche ospitare piccoli pacchi e custodirli in sicurezza, il che è molto importante tenendo presente che oggi tutti noi siamo soliti acquistare i nostri prodotti online.

Il luogo in cui collocare la cassetta postale

Avere ben chiaro sin dall’inizio quale sarà l’esatta ubicazione della nostra nuova cassetta postale consentirà di poter restringere il cerchio e concentrarsi sui modelli che meglio si adattano alle caratteristiche del luogo.

Esistono infatti casellari progettati per interni così come quelli per gli esterni: la differenza è che questi ultimi devono essere in grado di proteggere la corrispondenza dalle intemperie nonché dai tentativi di sottrazione da parte di eventuali malintenzionati. Sicurezza e protezione dunque, grazie a materiali resistenti quali alluminio e ABS, per un prodotto perfettamente in grado di offrire anche un aspetto estetico particolarmente gradevole ed elegante.

Per quel che riguarda i casellari da interni, alcuni tra i migliori modelli presentano una migliore trasparenza degli sportelli, soluzione preferibile appunto in ambienti interni, che consente di guardare con più facilità all’interno della cassetta. Inoltre la griglia stampata consente di avere la corrispondenza sollevata rispetto il fondo, con il vantaggio che le operazioni di raccolta della corrispondenza sono più semplici.

Le cassette portapacchi

Le cassette portapacchi hanno raggiunto una considerevole notorietà nel corso degli ultimi anni, sia per quel che riguarda condomini e strutture residenziali in genere che all’interno di uffici e sedi aziendali. Queste strutture consentono infatti di poter alloggiare anche pacchi di piccole e medie dimensioni, il che consente di andare a custodire in maniera sicura i prodotti che si ricevono anche quando si è lontani da casa.

In loro assenza infatti (o in assenza di un portiere), il postino o corriere è costretto a lasciare il pacchetto poggiato nelle vicinanze delle cassette della posta con il rischio che qualcuno possa facilmente sottrarle. Se prevedi di ricevere dunque un considerevole numero di plichi e/o riviste, o se fai spesso i tuoi acquisti online e desideri mettere al sicuro il tuo shopping durante la tua assenza, una cassetta portapacchi potrebbe essere la soluzione perfetta per te.

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Welfare aziendale, il 92% degli HR sceglie l’attività fisica

Il 92% degli HR, i responsabili risorse umane all’interno di un’organizzazione, è convinto che sia utile alle aziende l’adozione di iniziative di welfare che promuovano lo sport e il benessere psicofisico. È quanto emerge da un sondaggio di Urban Sports Club, realizzato nel mese di agosto 2021 su 262 tra HR manager, ceo e responsabili welfare di aziende italiane. 
“Emerge un interesse crescente a inserire lo sport tra i benefit che le aziende offrono ai propri dipendenti – spiega Filippo Santoro, Managing Director di Urban Sports Club Italia -. Un benefit che si posiziona sempre di più come un must have piuttosto che un nice to have. In questo scenario la flessibilità e la possibilità di scegliere fra più strutture in base ai propri impegni e al luogo dove si lavora – aggiunge Santoro – è un elemento imprescindibile”.

I benefici dello sport in relazione al lavoro

Secondo gli intervistati, i principali benefici dell’attività sportiva in relazione al lavoro sono ridurre e combattere lo stress (43%), migliorare le relazioni tra colleghi (20%), rafforzare lo spirito di squadra (20%), ma anche sviluppare l’engagement e tutto ciò che concerne il cosiddetto employer branding (15%). Per i manager, l’offerta di sport in ambito welfare deve però avere alcune caratteristiche essenziali, come la customizzazione e la semplicità gestionale.

Flessibilità, libertà di scelta e semplicità gestionale

La flessibilità e la possibilità di customizzazione, sia sul fronte della gestione aziendale sia sul fronte dei dipendenti, è infatti indicata dal 42% del campione. Questo, in modo che ognuno possa scegliere l’attività sportiva in base alla propria agenda, agli spostamenti e alle esigenze della vita privata e familiare, Un altro elemento fondamentale è la libertà di scelta (31%): è bene, per scongiurare l’effetto ‘Coppa Cobram’, che ognuno possa scegliere lo sport o l’attività che meglio si adatta alle proprie attitudini e alle proprie preferenze. Terzo elemento, la semplicità gestionale (18%): è importante che la persona a capo di un sistema di welfare in una media o grande organizzazione trovi un sistema facile da gestire.

Le tipologie di attività più adatte a diventare strumento di welfare

Ma quali sono secondo la ricerca di lrban Sports Club le tipologie di sport più adatte a diventare strumento di welfare? Al primo posto gli intervistati. riferisce Italpress, indicano sport di squadra (40%), al secondo, attività di meditazione e relax, come yoga e pilates (34%), al terzo gli sport di endurance, come corsa lunga e bici (9%), e al quarto le attività brevi ad alta intensità, come, ad esempio, l’EMS e il functional training (5%).

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Corsa all’imprenditorialità, fra stereotipi e opportunità dell’e-commerce

Le opportunità ci sono, il coraggio non manca. Così, dopo mesi di limitazioni, lockdown e varie traversie, cresce il numero degli italiani che accarezza l’idea di mettersi in proprio, forse proprio a causa della crisi innescata dalla pandemia. Ma in Italia ci sono delle criticità, come avverte l’indagine condotta da BVA Doxa per Shopify: innanzitutto  la figura dell’imprenditore è ancora molto stereotipata e, anche se gli italiani concordano sul fatto che mettersi in proprio sia appagante e permetta di guadagnare maggiore libertà, solo il 2% degli italiani è davvero intenzionato a diventare imprenditore. Però le opportunità non mancano, anzi.

Entrepreneurial Economy, ora è il momento

Questi mesi potrebbero essere quelli giusti per l’Entrepreneurial Economy ovvero il mettersi in proprio, reinventarsi o innovare il proprio business. Oggi ci sono diverse strade percorribili da imprese e professionisti che hanno il coraggio di abbracciare il cambiamento, trainato dal digitale e in particolare dall’e-commerce. 

Come è percepita la figura dell’imprenditore

Anche se in molti desiderano mettersi in proprio, resistono però degli stereotipi sulla figura dell’imprenditore: si tratta di un uomo per il 94% degli intervistati, tra i 40 e i 60 anni (77%) che vive in una grande città (73%), rigorosamente del Nord Italia (92%). Nei confronti degli imprenditori, tuttavia, l’opinione degli italiani è positiva nel 65% dei casi: si tratta di professionisti coraggiosi e creativi che hanno saputo dar vita ai propri sogni. E, infatti, il primo driver che guida ogni scelta degli imprenditori è la passione (61%), seguita dalla volontà di acquisire un certo status (55%) e di guadagnarsi più libertà (50%). Infine, sono tre le caratteristiche must-have di un imprenditore di successo: lungimiranza (71%), audacia (65%) e forti capacità sociali (39%).

Cosa frena la corsa all’imprenditorialità

Nonostante il desiderio di mettersi in proprio, gli italiani si scontrano però con alcune barriere percepite come difficili da abbattere: in prima battuta la burocrazia (73%), i costi e le spese (66%) e i possibili rischi (54%). Risultato: solo il 2% degli italiani afferma di essere certamente intenzionato a diventare imprenditore, sebbene la percentuale salga al 37% se si considera anche chi è semplicemente aperto a tale possibilità. Di questi, 7 italiani su 10 punterebbero sull’e-commerce, vissuto come percorso per abbattere gli “scogli” che più fanno paura, come i costi, i rischi e le complicate  pratiche burocratiche.

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Pmi lombarde e transizione digitale: fondi per 9,8 miliardi in 7 anni

Nei prossimi 7 anni le imprese lombarde potranno contare su 9,8 miliardi di euro finalizzati alla transizione digitale verso le tecnologie di Industria 4.0. Si tratta di una cifra corrispondente a 5 volte il totale dei fondi strutturali spesi negli ultimi 7 anni da Regione Lombardia tramite il Fesr e il Fse per la ricerca, l’innovazione, lo sviluppo, la formazione, l’istruzione, e le politiche sociali e quelle per il lavoro. Si tratta della stima effettuata dal Centro studi Cna Lombardia, che ha valutato il combinato disposto dal PNRR e dai fondi strutturali di Next Generation Eu. Grazie al Fesr i fondi copriranno in maniera sinergica sia gli investimenti in ricerca, tecnologia e macchinari sia, grazie al Fse plus, gli investimenti in capitale umano.

Le risorse destinate alla formazione 

Secondo le stime Cna queste risorse genereranno due mercati paralleli. Da una parte infatti crescerà il bisogno di esperti e consulenti esterni, muovendo un volume d’affari nella sola Lombardia pari al 20% delle risorse, pari a 1,98 miliardi di euro. Dall’altra, si prevede che le imprese investano nella formazione continua, creando un volume d’affari pari al 10% dell’investimento (0,98 miliardi). In questo caso, le risorse del Por Fse regionale non saranno sufficienti a coprire il fabbisogno di formazione continua del personale, ma le Pmi potranno giocare altre due carte di assoluto rilievo.

Rifinanziamento del Fondo nuove competenze e fondi interprofessionali

Da una parte infatti le Pmi potranno contare sul rifinanziamento del Fondo nuove competenze (il Mise ha assicurato un miliardo di euro su base nazionale), dall’altra, l’accesso alle risorse dei fondi interprofessionali. Proprio in questa direzione si muove l’intesa siglata tra Cna Lombardia, l’ente di formazione Ecipa Lombardia, e il Made, il competence center per l’Industria 4.0, per la definizione e la costruzione di percorsi formativi a favore della digitalizzazione delle micro e piccole imprese.

Senza personale qualificato le tecnologie non esprimono il loro pieno potenziale

L’iniziativa punta a finanziare i percorsi formativi con le risorse di Regione Lombardia destinate al Programma operativo regionale Fse. Le imprese troveranno inoltre risposte formative relative a 5 filoni tematici, come prodotto 4.0 e processo 4.0, manutenzione 4.0, Big Data 4 small business, automazione, robot, cobot e ottimizzazione di processo, transizione sostenibile ed economia circolare.
 “La Lombardia rappresenta il 22% del Pil italiano, ma deve mantenere elevato il proprio livello competitivo – commenta Marco Taisch, presidente di Made-competence center industria 4.0 -. Questo accordo con Cna Lombardia ed Ecipa Lombardia mette a disposizione delle imprese strumenti concreti per formarsi e riqualificarsi. La formazione, infatti, è uno dei pilastri della rivoluzione di Industria 4.0: senza il contributo di personale qualificato, le tecnologie non possono dispiegare il loro pieno potenziale”.

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Il turismo italiano a luglio e agosto 2021 mette il turbo

Tra luglio e agosto 2021 il numero di italiani che hanno scelto di trascorrere le vacanze nel nostro Paese ha battuto ogni record. I nostri connazionali quest’estate sono stati in totale 23 milioni, contro i 17 milioni del 2020 e i 18 milioni dell’estate 2019, l’anno precedente la pandemia. E con loro hanno villeggiato in Italia anche sei milioni di turisti stranieri, molti meno rispetto alle estati precedenti la pandemia, ma sicuramente in numero decisamente più numeroso del previsto. Si tratta di un dato favorito probabilmente anche dagli effetti positivi del “green pass”, il passaporto vaccinale, ma in ogni caso è un risultato che all’inizio della stagione sembrava del tutto inatteso. Insomma, durante i mesi di luglio e agosto di questa seconda estate segnata dal Covid il turismo italiano ha messo finalmente il turbo.

Privilegiate le strutture alberghiere con 15 milioni di arrivi

A rilevarlo è una indagine di CNA Turismo e Commercio, condotta tra gli associati alla Confederazione di tutto il Paese.
Per quanto riguarda la ricettività, dall’indagine emerge che con 15 milioni di arrivi a essere privilegiate dai vacanzieri italiani nei due mesi estivi di luglio e agosto sono state le tradizionali strutture alberghiere, mentre le strutture extra-alberghiere ne hanno totalizzati otto milioni. Tra queste, in testa risultano i campeggi nelle loro varie declinazioni.

Le spiagge italiane segnano il tutto esaurito da un capo all’altro della Penisola

Se gli stranieri quest’anno hanno parzialmente rilanciato le città d’arte, che rimangono però ancora molto toccate dagli effetti della pandemia, sono state le località balneari a fare la differenza, complice anche il gran caldo della stagione. Il tutto esaurito ha infatti segnato le spiagge da un capo all’altro del Bel Paese, in misura significativa grazie agli imprenditori che hanno offerto alla clientela stabilimenti all’avanguardia, anche per quanto riguarda la tutela della salute.

Le isole minori non sono più meta di un turismo di ‘nicchia’ 

Per quanto riguarda il turismo balneare, l’indagine di CNA Turismo e Commercio rileva come quest’anno le isole minori siano uscite dal turismo di ‘nicchia’. Forse merito del richiamo importante di Procida, l’isola del golfo di Napoli, prossima capitale italiana della cultura, ma soprattutto delle campagne vaccinali che le hanno rese Covid free. E più in generale delle politiche attente alla sostenibilità ambientale seguite nel corso degli anni in questi veri e propri gioielli al largo delle nostre coste.

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App di incontri: il 38% degli italiani ha paura delle truffe

Si cerca l’amore e si trova una truffa, con tanto di tentativo di sottrazione di denaro o di identità digitale. Le app di incontri agli occhi dei nostri connazionali sono un universo oscuro e pericoloso, come emerge dal sondaggio globale commissionato sul tema da Kapersky, nota azienda specializzata in cyber security.

Secondo i risultati emersi dal sondaggio,38% degli intervistati italiani ha paura ad usarle proprio perché teme di poter essere raggirato da truffatori, mentre il 37% non si fida delle persone incontrate tramite queste applicazioni. Guardando agli italiani presi di mira dai criminali informatici attraverso le app di dating, solo il 9% ha risposto positivamente mentre il 32% ha dichiarato di essere entrato in contatto con dei malintenzionati ma di essere poi riuscito ad evitare la truffa. 

Truffe online, se le conosci le eviti

Tra i diversi tipi di truffe che si possono trovare nelle app di incontri, gli utenti italiani hanno riscontrato più spesso il catfishing (54%) seguito da link o allegati dannosi (20%) e furto d’identità (18%). Inoltre, dall’indagine è emerso come prestare attenzione e conoscere le tattiche dei truffatori aiuti gli utenti a non cadere nel tranello di malintenzionati. Ad esempio, non lasciarsi convincere a versare del denaro ha evitato al 54% degli italiani di essere truffato mentre prestare attenzione e rendersi conto che il profilo fosse falso ha evitato brutte sorprese al 47% degli intervistati. Il 43%, invece, non ha dato seguito ai messaggi sospetti mentre il 9% ha dubitato di fronte al rifiuto di fare una videochiamata. Un ulteriore problema per le app di incontri è l’assenza di privacy. Il 23% degli intervistati italiani, infatti, teme che i propri dati personali vengano diffusi online mentre il 14% degli utenti ha rimosso il proprio profilo dall’app di dating per mantenere private le proprie informazioni personali.

Le regole per difendersi

Per evitare truffe durante gli incontri online, Kaspersky consiglia di controllare sempre le impostazioni sulla privacy dei propri account social media e app di incontri, per assicurarsi che i dati sensibili, come l’indirizzo di casa o il luogo di lavoro, non siano resi pubblici.
Un’altra buona dritta da seguire è quella di utilizzare una soluzione di sicurezza efficace che offra una protezione avanzata su diversi dispositivi, gestendo nel modo più veloce e sicuro le autorizzazioni e proteggendo dal phishing e da altre minacce.
Infine, è sempre meglio non condividere il proprio numero di telefono o il contatto di un’app di messaggistica. È più sicuro utilizzare le piattaforme di messaggistica integrate nelle app di incontri, almeno finché non si è sicuri di potersi fidare della persona con cui si sta chattando.

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Novità per WhatsApp, si può entrare nelle chiamate di gruppo già in corso

WhatsApp cambia, o meglio è già cambiata: da pochi giorni si può infatti entrare nelle videochiamate o nelle chiamate di gruppo anche quando sono già iniziate.
“Introduciamo una nuova funzionalità che consente di partecipare a una chiamata di gruppo, anche se è già iniziata. La possibilità di partecipare a una chiamata in un secondo momento elimina la pressione di dover rispondere alla chiamata di gruppo non appena inizia. Inoltre, rende le chiamate di gruppo su WhatsApp spontanee e semplici come una conversazione di persona”, ha annunciato l’app di messaggistica di Mark Zuckerberg con un post apparso sul suo blog. “Abbiamo anche creato una schermata che contiene informazioni sulla chiamata: mostra chi è già collegato e chi è stato invitato a partecipare, ma non si è ancora aggiunto. E, anche se fai clic su ‘Ignora’, puoi unirti in seguito direttamente dalla scheda chiamate in WhatsApp”.

Come opera la nuova funzione

Prima, se si ignorava o se si rifiutava l’invito a una chiamata di gruppo, WhatsApp impediva di entrare nella conversazione in un secondo momento. Oggi invece questo problema è superato e, anzi, si potrà entrare e uscire dalla chat tutte le volte che si vuole. Per farlo è necessario disporre dell’ultimo aggiornamento di WhatsApp e avviare regolarmente la chiamata o la videochiamata. Basta scegliere fino a sette persone per inviare loro un invito a partecipare, che possono accettare o ignorare. A questo punto, il funzionamento è molto semplice: se si è perso oppure se si è ignorato l’invito a unirsi a una chiamata di gruppo, basta andare sulla scheda Chiamate su WhatsApp per visualizzare tutte le call in corso che possono essere raggiunte. Fatto questo, basta un touch sulle info della chiamata per essere subito inseriti nel gruppo. Naturalmente, è sempre possibile vedere chi è attualmente collegato e tutte le altre persone che hanno un invito a partecipare. Proprio come le altre chiamate vocali e video, anche queste saranno crittografate end-to-end, preservando la privacy degli iscritti. 

L’app sempre più competitiva

Con tutte queste implementazioni, WhatsApp diventa sempre più simile ad analoghi servizi di messaggistica avanzata, come Zoom e Teams, in ascesa nei mesi del lockdown dove si è registrato un vero e proprio exploit del lavoro e della didattica a distanza. Non resta che aspettare nuovi sviluppi che, viste le recenti novità, non tarderanno ad arrivare. 

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